Blockchain Watch: Il bugiardino del Bitcoin

Il bugiardino del Bitcoin – Prima dell'[ab]uso leggere le avvertenze (per giornalisti)

Ormai chi segue il mondo del Bitcoin è abituato a leggere “imprecisioni”, più o meno malevole, riguardo a questa tecnologia.
C’è già stata un’occasione in cui ci eravamo interessati a trattare un esempio di disinformazione oltre ogni aspettativa:
Gli esperti informatici di Michele Di Salvo

In generale ci si aspetterebbe, ingenuamente, che il giornalista faccia prima un lavoro di ricerca, per poi successivamente preparare il testo (o registrazione) di quanto avesse appurato.
Questo nell’interesse ultimo di fornire un informazione corretta e trasparente al lettore. L’intento dovrebbe essere quello di arricchire il lettore, e in cambio ottenerne un ritorno, che sia economico o in termini d’immagine. Nella realtà, capita sempre meno spesso che sia cosi.

I motivi possono essere molteplici, e forse in Italia per aspetti culturali e politici la cosa può aggravarsi ulteriormente.
Considerata poi la complessità iniziale nell’accedere e comprendere la tecnologia Bitcoin e delle crittovalute, la probabilità che questo capiti si eleva all’ennesima. Non sarebbe in fondo questo gran male, e potrebbe addirittura essere trascurabile, solo non fosse che nell’incentrare energie sul disinformare, si finisce anche col non informare, lasciando l’utente in balia del nulla. Quali sono le peculiarità del Bitcoin, a cosa bisogna prestare la maggiore attenzione, quali sono i rischi effettivi? Purtroppo informazioni come queste non traspaiono quasi mai dagli scritti di chi si occupa in modo superficiale del Bitcoin, e in fondo viene reso al consumatore tutto fuorché un servizio. Se non addirittura un danno.

Certe occasioni ci sembrano però fin troppo estreme per sembrare occasionali sviste, risultato di semplice ignoranza in materia. A volte, quando va bene, è solo menefreghismo. In altre occasioni è palese malafede.


Repubblica

Questa settimana ci siamo ritrovati con questo titolo su Repubblica.it: “Bitcoin chiede il fallimento controllato”
Il contenuto riportava quanto segue:
“NEWYORK – La società internazionale che ha varato i Bitcoin, la moneta virtuale, ha chiesto di accedere alla procedura di fallimento controllato, depositando i registri contabili presso il tribunale fallimentare di Manhattan. La multinazionale ha debiti per oltre 300 mila dollari che non può coprire.”

Davvero difficile da commentare, per la sua superficialità.

E’ possibile vedere l’originale, in uno screenshot effettuato da un utente del forumhttp://postimg.org/image/ogo8z6xrn

L’articolo è rimasto cosi per diverso tempo, almeno quanto basta per vederlo segnalato su tutti i vari social, e riportato anche dai vari siti clonatori a caccia di facili visite.
Qualcuno deve aver fatto notare l’errore immenso, e dunque si è pensato di cambiarlo, con questo risultato:

“NEW YORK -Una società americana che utilizza i Bitcoin, la moneta virtuale, ha chiesto di accedere alla procedura di fallimento controllato, depositando i registri contabili presso il tribunale fallimentare di Manhattan. La società ha debiti per oltre 300 mila dollari che non può coprire. E’ uno dei primi segnali di una possibile crisi più generale della moneta virtuale.”
http://www.repubblica.it/economia/2015/03/17/news/bitcoin_chiede_il_fallimento_controllato-109695193/

Quindi, una società americana, non si sa quale, dedicata al Bitcoin, è fallita. E’ un servizio reso al consumatore, questo? E’ un’informazione di qualità?

Cosa si penserebbe di un articolo che inizia cosi senza dare altre informazioni?
“Una società americana che utilizza la posta elettronica…”

La chiusura poi, “E’ uno dei primi segnali…”.

Quindi ok, l’autore deve aver intuito di averla scritta troppo grossa. (non sapendo poi di cosa stesse parlando)
Ma comunque quello che sembra essere il fine ultimo, permane, ovvero cercare di mettere in cattiva luce la situazione del Bitcoin, senza fare alcun servizio d’informazione.

Tanto per andare nel dettaglio di questa singola notizia, qui trovate informazioni più approfondite:
http://www.coindesk.com/world-bitcoin-association-files-for-bankruptcy-amid-landlord-legal-fight/

Sembra che il tutto sia legato ad una controversia con il proprietario della residenza della società, la situazione è ancora in evoluzione.
Per quanto ci riguarda, è poi la prima volta che sentiamo parlare di questa società, e siamo abbastanza immersi nell’ambiente.


Wallstreet Italia

http://www.wallstreetitalia.com/article/1807128/restrizioni-pagamenti-cash-in-italia-e-francia-sanciranno-la-fine-del-bitcoin.aspx

Qui non abbiamo dubbi, si tratta di totale ignoranza e malafede.
Chi ha scritto questo articolo (un certo DaC) non ne ha un idea di politiche economiche o di Bitcoin (o probabilmente, è a digiuno di entrambi).

Titolo:
“Restrizioni pagamenti cash sanciranno la fine del Bitcoin”
Dopo ben 48 volte (ora che scriviamo), il Bitcoin è giunto alla sua fine (ancora!)

Basta prendere le seguenti frasi per capire quanto di vuoto ci sia, in realtà, nell’articolo pubblicato:
“Il passo successivo sarà quello di rendere obbligatori i pagamenti con carte di credito e monete digitali, come il Bitcoin.”

Dunque renderanno obbligatorio l’uso del Bitcoin? Per noi amanti della libertà di scelta, obbligare l’uso del Bitcoin non sarebbe comunque qualcosa di auspicabile, ma a decretarne l’obbligo, insomma, se ne può annunciare davvero tutto fuorché la morte. Ma proseguiamo… “L’unico motivo per cui il Bitcoin è ancora sopravvissuto in un tale contesto avverso è che la Federal Reserve americana vuole studiare l’andamento e i risultati ottenuti dalle monete virtuali.”
Qui diventa difficile, questa frase si basa sul precedente assunto errato, quindi già non può stare in piedi, ma anche fosse, sta dicendo che sostanzialmente la sopravvivenza del Bitcoin sia legala ad una grazia da parte della FED.

E come dovrebbe agire, la FED, in tal senso? Mettere in carcere il famoso Bitcoin CEO?

Seriamente, andiamo avanti per trovare l’apice, a dimostrazione di non averne proprio un’idea:
“Quando la banca centrale dell’economia maggiore al mondo deciderà di dare il la alla nuova era dei pagamenti elettronici obbligatori per tutti, il Bitcoin non varrà più nulla. “

Nel caso succedesse questa “catastrofica” situazione, l’unica via per avere delle transazioni dove si può avere una maggiore privacy, l’unica via per poter essere sicuri di avere un conto bloccabile o limitabile da terze parti, l’unica via per poter far transitare grandi quantità di valori da un capo all’altro del mondo, senza pagare praticamente nulla (evitando i vari intermediari), …sembrerebbe invece proprio essere la via del Bitcoin.
Limitare o addirittura eliminare contante e obbligare tutti all’uso di mezzi di trasmissione digitali, tracciabili e controllabili, sarebbe ciò che farebbe, con ogni probabilità, letteralmente esplodere il valore del Bitcoin.

Incompetenza certificata.


Ultimo di questa strigliata, comunque non ai livelli precedenti:
“Basti citare che nel 2013 la Repubblica di Cipro ha scelto il bitcoin come “valuta rifugio”, mentre a partire da qualche anno fornitori di prodotti e servizi del calibro di Amazon o Miscrosoft accettano ufficialmente pagamenti in bitcoin.”
https://www.securitysummit.it/milano-2015/atelier-tecnologici/talk-160/

Siamo spiacenti, ma la Repubblica di Cipro non ha mai scelto il Bitcoin come “valuta rifugio”, Amazon non ha mai accettato Bitcoin come mezzo di pagamento fino ad ora, e pur non conoscendo questa “Miscrosoft”, e dunque può essere che sia vero, ci risulta che un’altra azienda con il nome simile, tale Microsoft, si, accetti Bitcoin quale metodo di pagamento.

Non è detto che siano stati Giovanni Schmid e Pasquale Forte a preparare questa presentazione, ma nel caso, questo maldestro tentativo di attirare l’attenzione spingendo sull’ “appello all’autorità” non fa presagire niente di buono sulla preparazione ed esposizione di questo incontro.

AWARD annuale della NOTIZIA spazzatura – 2015 – [montepremi in attesa di ritiro]
La comunità Bitcoin italiana dall’anno scorso ha lanciato un’iniziattiva.
Trovare e votare la peggiori notizie e premiare gli autori, potete trovare la discussione sul forum ufficiale:
https://bitcointalk.org/index.php?topic=500555.0;all

  • Giovanni Luca Silvestri

    Well done.

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